Quando ho incontrato Emanuele Sorvillo, ho capito subito che la precisione, per lui, non è solo una competenza tecnica: è un modo di essere.
Ha 21 anni, viene da Striano, in provincia di Napoli, e oggi lavora in Abruzzo per CT Group, dove si occupa di saldature per macchine automatiche destinate all’industria farmaceutica e nutraceutica.
Parlando con lui, i vecchi luoghi comuni sul mestiere del saldatore si dissolvono in fretta. Quello che emerge è un lavoro moderno, tecnico, pieno di sfide e responsabilità.
“Se sei una persona precisa, paziente e rigorosa, e ti piacciono i lavori manuali di assemblaggio, la saldatura può essere la tua strada. Il saldatore deve assicurarsi che il prodotto non subisca alterazioni. Ogni fase del processo conta. Le distrazioni non sono ammesse”.
Dal banco di scuola al primo passo nel mondo del lavoro
Il percorso di Emanuele parte dai banchi dell’Istituto Tecnico Industriale, indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia. Dopo un tirocinio, ha iniziato a lavorare, ma sentiva che qualcosa mancava.
“Non mi sentivo realizzato”, mi ha detto con semplicità. “Poi un giorno ho letto un annuncio di Eduwork, parlava di un corso Formatemp. Ho deciso di provarci. Quelle due settimane sono state decisive: ho capito che quella era la mia strada. Dopo il corso base mi sono iscritto a quello avanzato. Ed eccomi qui, con una qualifica che mi permette di costruire il mio futuro”.
Per lui, il punto di svolta non è stato solo tecnico, ma umano.
“Per me Eduwork è Gioacchino Mocerino. Quando incontri un docente che ti trasmette conoscenza e passione, capisci quanto può contare una persona nel tuo percorso. E poi il gruppo: ragazzi con cui ho condiviso tutto, tra esercitazioni, errori e soddisfazioni”.
Emanuele mi ha raccontato anche quanto sia stato importante sentirsi accompagnato, anche dopo la formazione.
“Mi hanno seguito durante i colloqui e persino nella ricerca di un alloggio quando mi sono trasferito. Non mi sono mai sentito solo”.
L’incontro che cambia il percorso
Oggi Emanuele vive e lavora in Abruzzo, con la consapevolezza di aver scelto la strada giusta.
“È un lavoro di precisione, ma anche rilassante. Lo consiglio a chi ha un forte senso pratico. È importante restare aggiornati sulle norme, ma è giusto così: parliamo di un mestiere di responsabilità”.
Nel tempo libero, non ha rinunciato alle sue passioni: la sala pesi e i viaggi. La prossima meta? “Parigi”, mi dice sorridendo.
Quando lo ascolto parlare, vedo un ragazzo che ha trovato il suo equilibrio tra tecnica e passione.
La sua storia è una di quelle che mi ricordano perché esiste Eduwork: perché ogni ragazzo possa trovare la propria direzione, costruire il proprio futuro e scoprire che, a volte, basta una scintilla per cambiare tutto!